mercoledì 5 agosto 2015

New York: utilità e documenti

Per un viaggio negli Stati Uniti bisogna essere pronti con una serie di documenti obbligatori. E' necessario organizzarsi per tempo.

  • Innanzitutto serve il passaporto. Per chi già ce l'ha, l'unica novità è l'eliminazione della marca da bollo annuale, non dovete più pagare nulla, l'importante è che sia un passaporto recente (vanno sicuramente bene tutti quelli dal 2006, per quelli precedenti controllare la tipologia di passaporto). Per chi deve farlo, seguite le indicazioni chiare sul sito della Polizia di Stato. Prima di andare in questura, ora la visita si può anche prenotare per non perdere tempo , ci sono da pagare il bollettino postale, da comprare la marca da bollo e da fare 4 foto (fate attenzione a seguire i requisiti di qualità delle foto), portate tutto con voi e, in teoria (dipende ovviamente dalla vostra questura), in due settimane avete tutto pronto. 
  • Una volta fatto il passaporto, e prenotato il volo, potete aggiungere i dati sul sito della compagnia aerea nella sezione dedicata alla vostra prenotazione. Per la "Comunicazione dati passeggero" la compagnia aerea dovrebbe mandarvi email che avvisa di completare la prenotazione.
  • Per l'ingresso negli Stati Uniti non è necessario un visto vero e proprio se il viaggio è per turismo o piacere e ha una durata inferiore ai 90 giorni, . Però è da richiedere l'ESTA, il permesso di entrata senza visto. Usate solo ed esclusivamente il sito governativo americano ufficiale (c'è anche la possibilità di scegliere la lingua italiana). Nel compilare la domanda per l'Esta dovrete inserire tutti i dati richiesti su di voi, sul vostro viaggio, su dove alloggerete e varie dichiarazioni su droghe, comportamento criminale, ecc. Dovete farlo per ogni persona inclusa nel viaggio. Il costo è di 14$ a testa. La risposta è quasi immediata: la domanda viene accettata e viene fornito un codice (se la domanda rimane pendente o viene rifiutata dovrete verificare le motivazioni e/o capire se nel vostro caso sia necessario un visto). A seconda della compagnia aerea anche il vostro numero Esta deve essere poi aggiunto alla prenotazione. Per effettuare l'Esta avete tempo fino a 72 ore prima della partenza ma, onde evitare complicazioni, meglio muoversi molto in anticipo. 
  • Lo troverete inutile, comunque in molti raccomandano di visitare il sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale seguendo questo link http://www.viaggiaresicuri.it/ . Selezionate dal menù a tendina il Paese dove intendete recarvi ed avrete tutte le informazioni di cui avete bisogno per il viaggio inclusa l'indicazione per l'eventuale validità residua richiesta per il passaporto. Io reputo molto utile la parte del sito "Dove siamo nel mondo", in cui inserire i dati del proprio viaggio, per eventuali facili ricerche, rintracciamenti e così via, dovesse succedere qualsivoglia problema grave. 
  • Passiamo al tema Assicurazione. Non mi dilungherò molto perchè ci sono interi siti che ne parlano. Ho sempre viaggiato senza, non ho mai avuto problemi o incidenti, ma, come tutti dicono, il sistema sanitario americano è estremamente particolare e costoso. Data la mia sensibilità a reazioni allergiche e mal di testa, avrò già la mia farmacia dietro, ma, vuoi questo, vuoi il viaggio in pullman, vuoi qualsiasi altra possibilità che, quando meno te l'aspetti, ti colpisce a tradimento, dopo estenuanti tira e molla e letture di fascicoli informativi (oltre ai suddetti siti e forum) abbiamo scelto di sottoscriverla. L'ultima lotta è stata tra quella più economica ma praticamente inutile per il tipo di "incidenti" per cui potremmo aver bisogno di copertura ("Assicurazione Low Cost", che ritengo comunque valida per chi ha meno "problemi": è davvero una assicurazione minima, con poche coperture) e la più conveniente in termini di prezzo-offerta: ha vinto quest'ultima, Coverwise by Axa. Rispetto alle più famose e utilizzate dal mondo dei viaggiatori "free lance", era la combinazione migliore per le nostre esigenze. Il pacchetto con assistenza totale, copertura medica, furti, responsabilità civile, è venuto a costare € 67,10 (totale per 2 persone per 11 giorni) con uno sconto del 10% trovato online. I massimali sono alti, la centrale operativa è a Roma ed è a disposizione 24 ore su 24 su un numero fisso nazionale, il contratto è chiaro e sono specificate le condizioni mediche subìte che ti consentono comunque di essere coperto. Sperando di non averne bisogno, per ora è tutto quello che posso dire. 

  • Piccola precisazione sui voli. Noi viaggeremo solo con bagaglio a mano (tutte le compagnie che useremo consentono un bagaglio da 10 Kg con misure simili più una borsa), la nostra è una scelta dettata sia dai costi aggiuntivi per le tratte europee con Aer Lingus o Ryanair, sia dal prezzo del deposito bagagli di cui usufruiremo il giorno di ritorno, così da visitare Dublino senza valigia, sia da una questione di praticità e velocità nell'uscire dall'aeroporto e muoversi. Le mie valige sono sempre minimaliste, accuratamente pensate e assemblate con la precisione di un campione di Tetris, quindi ho pochi problemi a viaggiare leggera. 
  • I check-in li faremo online, con l'aiuto delle app per smartphone delle compagnie aeree che permettono di non stampare la carta di imbarco ma di generarla sul cellulare stesso (controllate se la vostra compagnia lo prevede, vi posso dire che Ryanair, British Airways e American Airlines già lo fanno). Figuratevi che mi sono pure iscritta al programma fedeltà di American Airlines (gratuitamente, ovvio) per usufruire di eventuali vantaggi!

  • Altro aspetto pratico: il telefono. Come fare a non spendere un capitale in telefonate a casa? Anche su questo tema ho letto diverse opinioni e consigli, che fondamentalmente per un viaggio di 10 giorni si riducono a:
    • carta prepagata, di quelle che trovi anche nei mini market, con un codice da digitare e un numero fisso di minuti;
    • Skype o Whattsapp, nella loro funzione di chiamata;
    • piano tariffario del proprio operatore, magari con qualche offerta forfettaria. 
    A mio parere è meglio escludere totalmente l'uso degli operatori italiani. L'uso e l'acquisto di una Sim americana non vale la pena per pochi giorni. La prepagata era la mia idea iniziale ma, siccome molte prevedono un sovrapprezzo sul calcolo dei minuti se chiami su mobile (e capita che non abbiamo fissi a cui chiamare), avremmo dovuto prendere diverse carte spendendo più di quel che valgono. Secondo un calcolo fatto da un sito americano di raffronto prezzi tra schede telefoniche, con una tessera da 10/12 $ avremmo avuto poco più di mezz'ora di chiamate su cellulari e, se considerate lo scatto alla risposta, i minuti calcolati per eccesso, il fatto che sono 2 chiamate al giorno, la scheda non basta che per qualche giorno. Dopo aver visto come funziona il credito Skype, abbiamo optato per questo come soluzione finale. Innanzitutto sfruttiamo il WiFi che abbiamo in casa, poi con il credito possiamo chiamare a pochi centesimi al minuto (9 cent.) i genitori che non sono pratici di internet e stare più rilassati. 
  • Ricordatevi di procurarvi un adattatore per le spine americane. Cercate di considerare quanti e quali tipi di caricabatterie avete bisogno, magari sfruttate un Powerbank (gli accumulatori di corrente/caricabatterie portatili), a seconda degli apparecchi elettronici che portate. Noi abbiamo calcolato 2 cellulari, un lettore ebook, 2 macchine fotografiche con più batterie di scorta per ognuna. Per (nostra) fortuna 4 su 5 usano la stessa tipologia di cavo e non dobbiamo portarceli tutti. Certo, il discorso qui si fa relativo: quanto amate fotografare? I nostri viaggi solitamente si riescono a rivivere interamente nelle foto, per cui siamo più attrezzati su questo punto: tante batterie di scorta e schede di memoria. 

  • Infine, ultimo ma assolutamente non meno importante, la tessera dei mezzi di trasporto di New York. Non c'è storia. Io (e tutti gli altri viaggiatori di cui ho letto) prenderò la Metrocard valida 7 giorni. Noi andremo a compensare i giorni mancanti con la gita a Washington e giusto una ricarica Pay-per-Ride per due o tre viaggi. La tessera permette viaggi illimitati per una settimana al costo di 31 dollari (+ 1 $ per la carta, se l'acquistate dalle macchinette o ai box; ve lo risparmiate se comprate la card a un edicola o in uno dei mini market presenti in metropolitana). L'utilizzo della metro è inevitabile in una città così grande, dove spesso i locali stessi ti suggeriscono di andare a piedi invece di prendere l'autobus, perchè rischi di rimanere imbottigliato in un traffico caotico. Con la Metrocard 7 giorni potete usare metropolitana e bus locali illimitatamente (è valida anche sulla funicolare di Roosevelt Island!, poi vedrete!), basta seguire solo alcune piccole accortezze:
    • vale per 1 sola persona;
    • non si può entrare in una stessa fermata o prendere la stessa linea di autobus entro 18 minuti dalla strisciata della carta;
    • è ricaricabile: per esempio potete caricarla con qualche dollaro se sapete di dover utilizzare un treno PATH (x Hoboken, ad es.) o l'Air Train, su cui non sono valide le corse illimitate.
Non resta che fare i bagagli e partire... finalmente!!!

sabato 1 agosto 2015

New York - Washington: la deviazione che ti aspetti

Per non farci mancare nulla, abbiamo deciso di visitare anche Washington.
Dopo gli ennesimi consulti, i calcoli di percorsi e tempi e spese, abbiamo approfittato delle offerte via pullman della compagnia Megabus. Con 8 dollari viaggiamo andata e ritorno NY-WAS. Avevamo già usato Megabus in Inghilterra e sapevamo che, prenotando con largo anticipo (circa 6 mesi prima), potevamo trovare tariffe a pochi dollari e così è stato. Il viaggio dura circa 4 ore ma partendo all'alba e tornando tardi, abbiamo ottenuto abbastanza tempo per vedere il centro monumentale di Washington.
Ci concentreremo sulla parte più famosa, con qualche deviazione più "nostra", perchè abbiamo idea che la capitale degli Stati Uniti sia particolare proprio nel suo essere celebrativa in mega costruzioni. Vorremmo tornarci in seguito con più calma e attenzione per godere di più della sua vita quotidiana comune. Come ho già detto, il TEMPO è l'ostacolo più grande in un viaggio in cui vuoi racchiudere tutto ma puoi, invece, solo scegliere una parte.
Molti consigliano di usare il treno per una gita a Washington, più veloce e più comodo: il problema è che costa tanto, troppo per me (siamo sui 90/100 dollari). Ho escluso a priori anche le escursioni organizzate perchè non riesco a seguire tempi non miei nè interessi sommari, come spesso accade in quel tipo di viaggio: coniugare le preferenze e i modi di muoversi di diverse persone va sempre a discapito di qualcuno.


Fatta la scelta, armata di mappa, tempi di percorrenza a piedi secondo le indicazioni di Google Maps, elenco con descrizioni e foto dei vari punti di nostro interesse, ho elaborato il nostro giro. La cosa bella della capitale è che i monumenti e molti musei sono tutti raggruppati in una zona, il National Mall, e sono gratuiti. Per evitare lunghe file ci sono le prenotazioni che hanno comunque un piccolo costo di 1,50 dollari. Abbiamo optato per la salita sul Washington Monument, l'obelisco al centro del Mall, così da avere una visuale complessiva della città dall'alto. Siccome la coda per i biglietti inizia molto presto la mattina, e tutti consigliano di andarci prima delle 8 perchè finiscono in fretta, siamo stati obbligati a prenotare visto che arriviamo col pullman per le 10. I biglietti possono essere ritirati in loco o spediti. Non era chiaro dal sito governativo che li vende se potessero essere spediti anche in Italia, così li ho contattati e sono stati celeri e precisi: mi hanno garantito la consegna in Italia dei biglietti. La prenotazione è stata comoda perchè potevamo scegliere una fascia oraria specifica e, con i tempi ristretti e l'itinerario serrato che abbiamo, era l'ideale. Ho scelto la spedizione per non dover fare ulteriori file e via, altro punto da depennare dall'elenco di cose da fare. I biglietti sono arrivati una settimana dopo, così potremo presentarci direttamente all'ingresso.

Il tour prevede il Campidoglio, la Casa Bianca, i memoriali di varie guerre, il Washington Monument, Lincoln - Roosevelt - Jefferson Memorial, il cimitero di Arlington, lo Smithsonian Air and Space, tra le principali attrazioni, ma anche scorci di Chinatown, Verizon Center (vedi NBA fans), Old Post Office Pavillion, FBI, National Archives e tutto quello che le gambe ci consentiranno di raggiungere. 



Alla fine, con tutte le mie tabelle di marcia, prima di partire abbiamo un'idea chiara e precisa di ciò che vogliamo vedere, quando poterlo fare e di come organizzare il tutto, il bello è che sarà poi il luogo stesso a indicarci il cammino.

venerdì 31 luglio 2015

New York: organizzazione del caos

Messo da parte il volo europeo (che si è risolto solo a maggio/giugno, come raccontato nel capitolo precedente), io e Ste abbiamo iniziato a spulciare il web e tutti i portali che conosco per l'alloggio. Per quanto leggessimo che ci sono hotel abbordabili e così via, non abbiamo trovato nulla che rispondesse davvero ai miei criteri: prezzo basso, buona qualità, bagno e pulizia decenti. Avendo già avuto la possibilità di visionare e conoscere AirBnB, il portale degli alloggi in affitto, spesso tra privati, abbiamo consultato tanti annunci che comprendessero i nostri "must" e siamo arrivati a chiedere disponibilità e informazioni per un appartamento nel Queens, precisamente ad Astoria, nella parte più vicina alla costa e quindi a sole 3 fermate dalla Fifth Avenue (Quinta Strada) e 5 da Times Square. La proprietaria è stata esaustiva e precisa e il prezzo equivaleva a meno di 20 euro a testa al giorno! Affarone! Le recensioni erano ottime e affidabili, abbiamo accettato senza (quasi) pensarci. I giudizi positivi sia sull'appartamento sia sulla proprietaria ci hanno spinto a prenotare e così ci siamo studiati la casa e la zona, grazie ai "potenti mezzi" di Google Maps e la sua "Street View".


L'aver dilazionato nei vari mesi gli acquisti e le prenotazioni ci ha aiutato anche a non gravare con le cifre sui mesi estivi (quelli in cui noi, commercianti, lavoriamo meno).

A questo punto ci siamo letti praticamente tutto il leggibile sia su internet sia sulle guide (grazie infinite a chi ha inventato gli ebook e i kindle!). La chiave per tutti quelli che vogliono visitare New York e vederne il più possibile è informarsi e crearsi una lista di priorità.
- Cos'è un "must"?
-Cosa TI piace? 
- Quanto tempo hai? 
- Quanto tempo vuoi perdere per file e altro? 
- Cosa preferisci fare, come preferisci muoverti? 
L'incastro delle risposte a queste domande con la realtà dei fatti (vedi orari di apertura, disponibilità, trasporti, consigli pratici) crea un elenco di luoghi da posizionare in una tabella di marcia. Detto così pare brutto, ma è assolutamente necessario per far fruttare al meglio i giorni che si hanno. L'importante è lasciare grossi buchi da riempire con gli imprevisti, con i cambi di programma, con i ritardi, con la voglia di esplorare a piedi un quartiere e di perdersi per i meandri di questa metropoli così vera ma così idealizzata da sembrare irreale.



Primi punti della lista i simboli imperdibili della città. Abbiamo optato per l'acquisto del New York City Pass, che permette l'ingresso (e qualche extra) a 6 attrazioni principali: Empire State Building, American Natural History Museum, Metropolitan Museum, e poi a scelta tra Guggenheim od osservatorio Top of the Rock, Statua della Libertà o Crociera Circle Line, Intrepid Air & Space Museum o Museo del Memoriale 11/9.
A dire la verità ci siamo trovati con queste due ultime nuove opzioni, entrate in vigore dal 1° marzo 2015, scegliendo l'Intrepid dove prima c'era il Moma. In ogni caso, il City Pass scade a 6 mesi dall'acquisto, per cui fate i vostri calcoli su quando comprarlo, e la scelta tra le attrazioni opzionali viene fatta direttamente in loco. Noi, avendo le idee chiare, abbiamo scelto il Top of the Rock, la crociera e, come accennato, l'Intrepid. Non siamo delusi perchè volevamo già andare a vedere lo Shuttle presente all'Intrepid, ma il prezzo singolo ci aveva spinti a desistere. In questo modo, invece, lo possiamo fare e ho scoperto che al Moma potremo andarci lo stesso approfittando delle Free Friday Nights, i venerdì pomeriggio gratuiti.

Molti potranno contestare l'acquisto del pass. Primo, poichè per molti musei non è obbligatorio pagare il biglietto al prezzo proposto: si può infatti fare un'offerta libera sul prezzo suggerito. Secondo, per opinioni sul preferire una cosa all'altra, cosa che avviene dopo che i detrattori le hanno viste entrambe, come ad esempio la scelta tra la visuale dall'Empire o dal T.O.T.R. Siccome è la nostra prima volta a New York, vogliamo vederla dall'alta sia da un lato sia dall'altro e, visto che molti propendono per favorire il Top of the Rock, io dico che non possiamo invece rinunciare al simbolo forte nel nostro immaginario dell'Empire (dai, anche qualcuno tra voi avrà visto quei 2 o 3 o 10 film che lo immortalano e lo rendono luogo dal romanticismo acuto!).
Lo dico fuori dai denti: non avrei il coraggio e la faccia di andare al botteghino e pagare un dollaro, come dicono in tanti. Anche perchè noi amiamo quello che andremo a vedere e preferiamo spendere quei soldini, visto che vanno per la preservazione dell'arte. Sono d'accordo, però, che, se non siete appassionati o interessati all'arte o allo spazio o alla cultura in genere, allora è meglio se il pass ve lo risparmiate. 
Possiamo essere certi di ciò che scriviamo solo dopo essere tornati, ma essendo il TEMPO ciò che ci ostacolerà di più, crediamo che con il pass possiamo accorciare i tempo di fila e ottenere un risparmio anche in termini qualitativi.



Con che criterio abbiamo scelto gli opzionabili? 
Perchè abbiamo preferito la Crociera della Circle Line alla Statua della Libertà ed Ellis Island col suo museo sull'immigrazione? Perchè la visita alle due isole è sì un classico ma:
1- per salire sulla corona devi pagare ulteriormente, fartela a piedi su una scala di più di 400 gradini all'interno di un ambiente estremamente caldo (non reggo bene le alte temperature con la pressione bassa e se mi viene l'asma sono fregata - ho letto che è sconsigliato nei mesi estivi a chi soffre negli ambienti chiusi) e sperare in uno slot di orario libero dalla calca. 
2- ci sono molti altri modi per godere di Lady Liberty, che oltretutto da sotto non vedi come in lontananza, come ad esempio le crociere stesse o il traghetto gratuito per Staten Island. 
3- Ellis Island sarà estremamente interessante ma, non avendo storie di parenti lontani, preferiamo lasciarla ad altre occasioni. 
Come ripeto fino alla nausea, è il nostro gusto a seguire il percorso.

Perchè  l'osservatorio del complesso del Rockfeller Center, invece del Guggenheim? Perchè non amiamo molto l'arte contemporanea e moderna ospitata dal museo, che andremo comunque a vedere da fuori, dato che è un esempio di architettura curva incredibile. E, l'ho già detto, ma vuoi mettere NY dall'alto?!?

Perchè l'Intrepid e non il Museo del Memoriale 11/9? Perchè siamo dei Nerd, cresciuti a pane e fantascienza e dello spazio e del cosmo siamo appassionati: l'Air & Space Museum ospita la mostra sul telescopio Hubble e, soprattutto, lo Shuttle Enterprise (a nessuno suona familiare??), per Ste un imperdibile. Siamo molto legati alla tragedia dell'11 settembre, partecipi ed emotivi non ce la sentiamo di entrare nel museo che raccoglie i "cocci" di quei cuori distrutti. Sarà già emotivamente stressante visitare le Poll e preferiamo vivere quella parte di NY con un pudore e un rispetto che sono propri delle nostre due personalità. 

Questi i punti saldi del giro a cui va aggiunto il Moma, Museum of Modern Art, per la visione del mio quadro preferito in assoluto, la "Notte Stellata" di Van Gogh. Saranno 20 anni che me lo sono ripromesso e ora finalmente sarò lì davanti. 
Oltre questo, l'elenco è lungo e in fase continua di aggiornamento ma d'obbligo ci sono: Central Park, la Grand Central Station, il Chrysler, la Public Library, il Flat Iron, Wall Street, il Chelsea Market, Chinatown e Little Italy, il Greenwich Village, il Ponte di Brooklyn e la mitica Times Square. Di questo però entrerò nel dettaglio quando le visiteremo.


giovedì 30 luglio 2015

New York: la genesi di un viaggio sognato

La costruzione di questo viaggio parte dalla fine delle vacanze del 2014.
Ogni volta che torniamo siamo in uno stato d'animo un po' triste. Certo, pieni di ricordi e immagini indelebili, oltre a migliaia di foto reali, ma con un bisogno di viaggiare che ribolle nelle vene.
Il pallino di New York c'era e c'è sempre stato. Avevamo già tentato di organizzare un viaggio, ma i prezzi non ce l'avevano consentito. Così, consapevoli e con dedizione, abbiamo iniziato a guardarci intorno già a settembre.
Conoscendo l'andamento delle tariffe, sapevamo di dover approfittare delle prime offerte. Finché, con una fortuna insperata, troviamo i biglietti aerei a un prezzo d'occasione. Ste non perde tempo e li prende. Emozione pura. E' stato il "la" e, da allora (parliamo di inizio ottobre), ogni giorno ha visto il viaggio costruirsi passo dopo passo.
L'offerta trovata su British Airways prevedeva partenza da Dublino e arrivo al JFK di New York, con volo operato da American Airlines. Non è il lusso di certi aerei, ma ci porterà nella Grande Mela e tanto basta (siamo abituati alle low cost, d'altro canto!).
Ok, ci saremmo dovuti concentrare su due cose fondamentali: il volo Milano - Dublino e l'alloggio. Unico neo: per le offerte con Ryanair era troppo presto e avremmo dovuto, per mesi!, controllare tariffe sul sito e su AerLingus (le due compagnie più economiche che volano su Dublino) e trovare, o meglio, provare a trovare tutte le combinazioni possibili di voli per ottenere un buon risultato in termini di prezzo. Non so se qualcun'altro lo fa, ma prendo tutte le destinazioni toccate da voli che partono e/o arrivano dalle due mete fisse e mi guardo tutti gli incastri di orario, di prezzo e di praticità. Una cosa da folle, lo so. 

Vi basti sapere, però, che nonostante tutte le nostre preparazioni, un  ritorno progettato e acquistato con una combinazione di 3 voli e 1 giorno in più, Ryanair, la gentilissima Ryanair, ha scombinato tutto. Ma andiamo con ordine. 
Arrivati a maggio, nessuna offerta era al meglio per Dublino, nè per le altre città selezionate, i cui voli corrispondevano a una sorta di coincidenza. A posteriori, alcuni di quei prezzi erano fantastici e mi vengono le lacrime agli occhi. Comunque... finalmente prenotiamo il ritorno: 3 voli per un totale di 50,00 € a testa. Quest'anno le offerte e le tempistiche delle offerte ci hanno fregato e non siamo riusciti a risparmiare di più. Ormai pazienza, servirà come insegnamento ed esperienza. 
Il ritorno, quindi, ci avrebbe visti arrivare a Dublino all'alba il 19 agosto, passare la giornata in giro per la nostra città del cuore (siamo legati all'Irlanda da un sentimento di comunanza con quel paese verde e blu, con la tranquillità e la pace che trasmette, con il fatto che è stato il primo viaggio che abbiamo fatto insieme), prendere l'ultimo aereo per Londra Stansted. Qui avremmo dovuto trascorrere la notte in aeroporto per poi prendere il primo volo del mattino per Dusseldorf Weeze, dove avremmo trascorso qualche ora fermi, e infine volare verso Milano. Avremmo fatto tutto volentieri, nonostante le ore di sonno perse e la stanchezza accecante. 
Mancava ancora il viaggio di andata, forse più importante. Dopo vari problemi e l'ansia crescente, grazie ai coupon di sconto di Groupalia abbiamo prenotato tramite Edreams il volo Milano-Dublino con AerLingus. Questi coupon non sono sempre convenienti ma, in questo caso, dopo conti e calcoli vari, avremmo risparmiato qualcosina ed era sempre meglio di niente.
Ovviamente il risultato finale non mi piaceva in termini economici, ma un diretto con AerLingus e, al ritorno, la possibilità di stare a Dublino erano un buon compromesso con la mia mania del controllo nell'organizzare un viaggio. 

Sembra finita, tutto a posto. E invece no. E' successo qualcosa che non avevamo mai sperimentato. 
Ci arriva un'email di Ryanair, a distanza di un mese dalla partenza effettiva, con la comunicazione di un cambio d'orario per uno dei voli. A dir la verità, British Airways/American Airlines ci avevano avvisato un paio di volte per la variazione di 5 minuti dell'orario di partenza. Pensando fosse qualcosa di simile, siamo rimasti sconvolti quando l'orario presentato variava di ben 6 ore. Il volo Dusseldorf-Milano era stato spostato dalle 12,20 alle 6 del mattino. Peccato che noi saremmo arrivati a Dusseldorf solo alle 9 e qualcosa. 
Nel cervello si è creato un vortice, una sorta di buco nero che risucchiava pensieri coerenti e velocità d'azione. Panico. Erano le 22 del 4 luglio, un sabato sera. Nessuno disponibile a rispondere fino all'indomani. Ho passato la notte tra sabato e domenica sul pc, impazzendo tra la ricerca di chiarimenti e info sul rimborso (unica alternativa, oltre all'accettazione, che mi veniva proposta dalla mail funesta) e una nuova combinazione che ci permettesse di arrivare a destinazione senza rimetterci troppi soldi nè giorni. Il nostro ulteriore problema era che tutto era stato perfettamente incastrato: il 21 agosto avevamo gli ingressi per Expo2015 e ogni altro volo che trovavo avrebbe comportato la partenza in quella giornata. Assurdo. Ci era successo il peggio. Nel panico di spendere ancora di più e di perdere l'unica altra alternativa trovata, una combinazione Londra-Eindhoven ed Eindhoven-Milano, di cui rimanevano a 30 euro solo 4 posti, prenotiamo di corsa. Altro futuro pentimento. 


Passo la domenica in coda online per la chat con operatore Ryanair, siccome non avevo ricevuto nessuna notifica per la richiesta di rimborso inviata. Avendo letto tutti i regolamenti possibili, ho chiesto perchè non ci era stata data la possibilità di chiedere un volo alternativo. Mi risponde che lo può fare lui. Prima mi incazzo (capirete che, dopo una nottataccia del genere, la mia pazienza si era fatta una passeggiata fuori), poi chiedo informazioni sulla tipologia di cambio possibile. Dopo un consulto con Ste e un paio di conti, abbiamo pensato di chiedere la sostituzione con un Dublino-Milano diretto (che in quel momento aveva un costo di 170 euro a testa). Facendo una somma degli importi spesi (e persi! - sigh), l'avremmo comunque pagato molto meno e avremmo recuperato un giorno per stare a Milano (e a riposo) con i miei. Questo sì che è stato l'ultimo compromesso utile. 
Alla fin fine, dopo tutte le vicissitudini, abbiamo ottenuto il viaggio che avrei voluto all'inizio: due voli diretti MI-DUB andata e ritorno.

mercoledì 29 luglio 2015

Guarda il mondo con occhi buoni


E' fondamentale capire chi si ha davanti per seguirne un consiglio o una dritta, specie nel mondo del viaggiatore.
Innanzitutto parliamo di tips low cost, di viaggi belli ma con un budget contenuto perché, diciamocelo, non è necessario viaggiare in prima classe o dormire a 5 stelle per apprezzare realmente le città e i luoghi che si visitano.
Io (noi, ndr) non faccio quasi mai la turista, cerco sempre di immergermi nella realtà del posto, di non seguire solo i soliti itinerari scontati, di usare molto i piedi e di saggiare ed assaggiare le atmosfere.
Amo guardare la vita quotidiana, rimanere a bocca aperta davanti a scorci particolari, camminare tra la gente delle metropoli. Amo l'arte e l'architettura, i monumenti e, ancora di più, i castelli o le fortificazioni medievali, amo i palazzi alti e le casette da fiaba, ma anche una semplice e bella fila di case all'inglese. Le costruzioni o gli artefatti troppo "particolari" mi lasciano un po' perplessa, ma un'occhiata bisogna darla per poter offrire un parere. Mi piacciono un bel prato, cespugli in fiore, ruscelli, laghetti e piccoli giardini tranquilli. La vista mozzafiato di e da una montagna. Il mare d'inverno. Non vado in cerca di divertimenti da club, disco o similari, ma mi fermo a osservare le diverse "movida", i modi di comportarsi e vestirsi di giovani e meno giovani. Amo il cibo e i dolci, ho una visione molto aperta sulla cucina estera e apprezzo vari gusti, dai più popolari ai più raffinati, ma non sempre sono disposta a fare tentativi di assaggio (vedi reparto insetti, carni particolari, cibi viscidi). Certo, il gusto e le abitudini personali sono alla base di tutto, per cui su questo ognuno si deve regolare a seconda dei propri interessi. Lavorando nel mondo della dolciaria (ed essendo golosa!) ho un occhio particolare su questo tipo di cibo e articoli. Uno dei miei consigli più frequenti è quello di entrare in un supermercato locale o di girare tra le bancarelle dei mercati di strada: ti insegna tanto di un luogo ed è affascinante scoprire prodotti nuovi, introvabili in Italia, o abitudini "assurde".
Per quanto riguarda alloggi e hotel, non ho molte pretese, so accontentarmi ma chiedo almeno bagno privato in camera e una pulizia adeguata. Non sono un'italiana fissata col bidet (mettetevelo bene in testa che all'estero non esiste!), soffro di cervicale per cui i cuscini sono spesso un tormento ma difficilmente ho avuto più problemi, uso gli alberghi solo per dormire, lavarmi e per le colazioni, solo se incluse nei prezzi. La mia regola base è buona qualità, ottima posizione, prezzo decisamente conveniente.
Non viaggio mai alla cieca, specie di questi tempi in cui è semplicissimo cercare info e consigli sui luoghi che vuoi visitare; leggo siti di viaggio, racconti, guide (i mitici TuristiPerCaso, Zingarate, Rough Guide, TripAdvisor, tra i più seguiti) e mi creo una piccola mappa personale.
Questo è il risultato che propongo qui.